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1) Il regolamento di sicurezza sulla nautica da diporto è
operativo, o trattandosi di un decreto deve essere recepito in
una legge, oppure deve essere ufficializzato con ordinanze
delle Capitanerie di Porto?
Il regolamento di sicurezza è esecutivo dalla fine del
mese di dicembre 2008, in quanto è un Decreto Ministeriale
emanato in base ad una delega contenuta in una legge dello
Stato. Non ha bisogno né di essere recepito con una legge o
con ordinanze delle Capitanerie di Porto, è in vigore da
diversi mesi vigore quindi deve essere rispettato.
2) Il regolamento di sicurezza si
applica anche nel caso di immersioni dei privati?
Le disposizioni relative alle dotazioni di sicurezza delle
imbarcazioni destinate ad operare come unità appoggio alle
immersioni non si applicano ai privati. Infatti le norme
contenute nell'art. 90 si riferiscono alle imbarcazioni dei centri di immersione ed addestramento
e sono state emanate in applicazione degli articoli 2 e 27 del
codice sulla nautica da diporto, che non si riferiscono
ai privati. Invece le disposizioni contenute nell'art. 91
relative ai dispositivi di segnalazione riguardano sia i
subacquei, che devono utilizzare questi dispositivi, che i
conducenti delle imbarcazioni, che devono conoscerli per evitare
incidenti.
3) Il regolamento di
sicurezza annulla le ordinanze relative alle attività
subacquee emesse in precedenza dalle varie Capitanerie di
Porto?
Assolutamente no, il regolamento di sicurezza sulla nautica da
diporto detta norme in merito alle dotazioni aggiuntive che
devono essere disponibili sulle imbarcazioni (unità
immatricolate) appoggio dei sub,
mentre le ordinanze delle Capitanerie di Porto regolamentano
le attività di immersione in generale, chiedendo ad esempio
l'invio del fax con i nominativi dei sub 24 o 48 ore prima,
l'iscrizione dei diving presso la Capitaneria e così via.
Inoltre per quanto riguarda le dotazioni di sicurezza le
ordinanze in vigore non si discostano molto dalle disposizioni contenute nel regolamento di sicurezza,
quindi non sono in contrasto con le norme in vigore. Non
dimentichiamo poi che la regolamentazione dell'utilizzo dei
natanti (unità non immatricolate) rimane competenza esclusiva
delle Capitanerie di Porto. Comunque le risposte
ai quesiti posti da ADISUB sono state inviate a tutti i comandi
periferici delle Capitanerie, quindi se è in vigore qualche ordinanza
difforme verrà sicuramente adeguata.
4) La bombola di
riserva va sempre calate in acqua? Se si, a quale profondità?
La bombola (o le bombole, il regolamento ne prevede una ogni 5
sub) con i due erogatori deve stare in acqua e deve essere ben
carica; in caso contrario, se qualcuno arrivasse alla quota
prevista per la fermata di sicurezza, oppure per la
decompressione (casuale, non programmata!) senza aria e non
trovasse la bombola, sarebbe costretto ad
omettere la fermata per arrivare alla superficie e chiedere a
chi è in barca di calare la bombola. Per quanto riguarda la
profondità, praticamente tutte le didattiche consigliano una
fermata di sicurezza intorno ai 4-5 metri, quindi la bombola
deve essere calata approssimativamente a questa profondità.
Queste non sono leggi, ma regole di buona gestione
dell'immersione, che dovrebbero essere
ben conosciute da tutti i sub.
5) Esistono norme
specifiche per realizzare la stazione di decompressione?
Il regolamento prevede "La stazione è dotata di un
sistema di erogazione di gas respirabile in grado di
garantire l'esecuzione delle ultime due tappe di
decompressione ad ogni subacqueo impegnato in tale tipo di
immersione". Durante i lavori preparatori cercammo di non far
mettere norme troppo stringenti e facemmo passare il concetto
di "gas respirabile", aprendo così all'uso del nitrox e
dell'ossigeno come miscele decompressive. Quindi ognuno può realizzare la stazione di
decompressione come crede, ma sempre nel rispetto delle norme
generali di sicurezza e di quelle dettate dalla propria
didattica.
6) La cassetta di
pronto soccorso o l'unità ossigeno deve essere
obbligatoriamente controllata e vidimata dalla locale
Capitaneria di Porto?
Questo controllo non è previsto nel regolamento di sicurezza.
7) Durante
l’immersione è obbligatoria sul mezzo nautico la presenza di
una persona a bordo?
Il regolamento di sicurezza non lo richiede, alcune ordinanze
delle Capitanerie di Porto si. Poiché le Capitanerie possono
dettare ulteriori disposizioni dovute ad esigenze di carattere
locale, se da qualche parte c'è questa prescrizione va
rispettata.
8) La persona abilitata al primo soccorso subacqueo deve
essere per forza un subacqueo? Chi può addestrarla?
La dizione "primo soccorso subacqueo" non
significa che
l'addetto deve essere un subacqueo (rescue diver), ma che deve aver frequentato un corso
di primo soccorso comprendente anche la gestione dei possibili
incidenti da immersione. Quindi può anche essere un accompagnatore non
subacqueo. L'addestramento può essere effettuato da qualsiasi organizzazione didattica oppure ente abilitato a
tenere corsi di primo soccorso, l'importante è che il programma del corso sia completo,
comprenda cioè anche il primo soccorso negli incidenti
subacquei, in particolare la somministrazione di ossigeno, che
è uno dei principali interventi di primo soccorso negli
incidenti da immersione.
9) La persona abilitata al primo soccorso subacqueo può
essere l’istruttore sub o la guida sub che si trova in
immersione?
Il regolamento di sicurezza prevede espressamente: "Le
immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo richiedono
la presenza di una persona abilitata al primo soccorso
subacqueo". Non è stabilito dove deve stare questa persona,
quindi può anche stare in acqua, pertanto può essere la guida o l'istruttore, che
sicuramente hanno ricevuto l'addestramento richiesto dal
regolamento. Qualche Capitaneria
potrebbe disporre diversamente chiedendo, per esigenze
di carattere locale, che l'addetto al primo soccorso rimanga in barca,
quindi se da qualche parte c'è una prescrizione del genere, va
rispettata.
10) Il regolamento di sicurezza prevede che l'unità
ossigeno deve avere caratteristiche conformi alla norma EN
14467. Che significa?
La norma EN 14467, approvata anche come ISO 24803, è la
norma di qualità per fornitori di servizi subacquei ricreativi
(diving e scuole). Fra le varie prescrizioni, richiede la
disponibilità nella struttura di una unità ossigeno che
consenta al minimo la somministrazione di 15 litri al minuto
per 20 minuti, cioè una disponibilità di 300 litri di gas. Calcolando una pressione di carica della bombola di 200
Bar, la capacità della stessa bombola deve essere al minimo 1
litro e mezzo (1,5 x 200 = 300). Attenzione: questo è il
minimo richiesto, quindi non solo bombole di capacità
superiore possono essere utilizzate, ma è auspicabile che
vengano utilizzate, in quanto la scorta di ossigeno contenuta
in una bombola da 1 litro e mezzo è veramente irrisoria.
11) Per utilizzare il VHF previsto nel regolamento di
sicurezza è necessaria una licenza, il pagamento di canoni
ecc.?
L'utilizzo del VHF nautico per le sole chiamate d'emergenza
non richiede esami o pagamento di canoni, ma solo
l'acquisizione del certificato limitato di radio telegrafista
(clicca
qui per scaricare il modulo) e della licenza RTF per
imbarcazioni (clicca
qui per scaricare il modulo) o natanti (clicca
qui per scaricare il modulo).
12) Il pedagno gonfiabile sostituisce la boa di segnalazione?
No! La norma ribadisce che di giorno la segnalazione del
subacqueo (o del gruppo dei subacquei) è la boa galleggiante
con bandierina rossa e bianca. Il pedagno gonfiabile è un
dispositivo di segnalazione ausiliario, che ogni subacqueo
deve avere con se per lanciarlo, prima di riemergere, in caso
di separazione non voluta dal gruppo con la boa oppure di
allontanamento accidentale dalla barca superiore ai 50 metri.
Questo secondo caso è valido a condizione che la barca
appoggio abbia la bandiera bianca e rossa issata. In notturna
il dispositivo di segnalazione è la luce lampeggiante gialla
visibile da almeno 300 metri, quindi in notturna il pedagno
non deve essere utilizzato.
13) Se le imbarcazioni devono stare ad almeno 100 metri dal
dispositivo di segnalazione del subacqueo in immersione, come
può la barca appoggio avvicinarsi ai subacquei?
Attenzione: sono le imbarcazioni in transito a dover restare
ad almeno 100 metri dai subacquei, non la barca appoggio!
14) Tutte le imbarcazioni possono essere utilizzate come barca
appoggio alle immersioni?
Il codice della nautica da diporto prevede che la destinazione
d'uso di una unità immatricolata dedicata ad attività
commerciali
(noleggio,
insegnamento della nautica da diporto, appoggio alle
immersioni) deve essere annotata negli apposti registri
e riportata sulla licenza di navigazione dell'imbarcazione. Lo
stesso codice stabilisce che queste
unità
possono essere utilizzate esclusivamente per le attività per
le quali sono state registrate, sanzionando pesantemente
l'utilizzo diverso. Quindi nel caso di unità immatricolate,
solo quelle destinate ad operare come unità appoggio alle
immersione possono essere utilizzate dai diving e scuole. Nel
caso delle unità non immatricolate (natanti), bisogna invece
rifarsi alle ordinanze emanate dalle Capitanerie di Porto.
15) Un'associazione no-profit deve
ugualmente attenersi a queste norme?
Il codice della nautica da diporto non fa riferimento a norme
di carattere fiscale per individuare la destinazione d'uso
delle imbarcazioni, ma definisce a priori come "commerciale"
alcuni tipi di utilizzo di una imbarcazione (noleggio,
insegnamento della nautica da diporto, appoggio alle
immersioni). Quindi qualunque struttura che utilizza una
imbarcazione come unità appoggio alle immersioni, se chiede il
pagamento di un corrispettivo per partecipare all'immersione,
anche sotto forma di contributo spese, deve adeguarsi a queste
norme. Solo la barca di un privato, con privati a bordo che
vanno a fare insieme un'immersione, senza pagare nulla per il
servizio, è esente dalle regole
dettate dall'art. 90 del regolamento di sicurezza.
16) Un diving o una scuola, può noleggiare la barca appoggio?
Certamente si, ma questa imbarcazione deve essere registrata
come destinata ad operare come unità appoggio alle immersioni,
non ad altri scopi tipo noleggio da diporto, pesca e così
via.
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