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News
 
  Nuovo regolamento di sicurezza per la nautica da diporto
Importanti chiarimenti emanati a seguito dei quesiti inviati da ADISUB

Il DAN aderisce ad ADISUB
Il saluto del prof. Alessandro Marroni, presidente DAN Europe.

ADISUB al Cernia Day
Come principale sponsor della manifestazione, insieme all'Ente Parco di Portofino

Convention ADISUB 2007
Grande successo della terza edizione della manifestazione

ADISUB all'EUDI 2007
Per rinforzare la collaborazione
con tutte le strutture del settore

ADISUB firma l'accordo per la pratica delle attività subacquee nelle aree marine protette
Importantissimo successo per tutti i subacquei!

ADISUB per la qualità
Tutte le organizzazioni aderenti ad ADISUB hanno ottenuto la certificazione di conformità alle norme europee
 
 


1) Il regolamento di sicurezza sulla nautica da diporto è operativo, o trattandosi di un decreto deve essere recepito in una legge, oppure deve essere ufficializzato con ordinanze delle Capitanerie di Porto?

Il regolamento di sicurezza è esecutivo dalla fine del mese di dicembre 2008, in quanto è un Decreto Ministeriale emanato in base ad una delega contenuta in una legge dello Stato. Non ha bisogno né di essere recepito con una legge o con ordinanze delle Capitanerie di Porto, è in vigore da diversi mesi vigore quindi deve essere rispettato.

2) Il regolamento di sicurezza si applica anche nel caso di immersioni dei privati?

Le disposizioni relative alle dotazioni di sicurezza delle imbarcazioni destinate ad operare come unità appoggio alle immersioni non si applicano ai privati. Infatti le norme contenute nell'art. 90 si riferiscono alle imbarcazioni dei centri di immersione ed addestramento e sono state emanate in applicazione degli articoli 2 e 27 del codice sulla nautica da diporto, che non si riferiscono ai privati. Invece le disposizioni contenute nell'art. 91 relative ai dispositivi di segnalazione riguardano sia i subacquei, che devono utilizzare questi dispositivi, che i conducenti delle imbarcazioni, che devono conoscerli per evitare incidenti.

3)   Il regolamento di sicurezza annulla le ordinanze relative alle attività subacquee emesse in precedenza dalle varie Capitanerie di Porto?


Assolutamente no, il regolamento di sicurezza sulla nautica da diporto detta norme in merito alle dotazioni aggiuntive che devono essere disponibili sulle imbarcazioni (unità immatricolate) appoggio dei sub, mentre le ordinanze delle Capitanerie di Porto regolamentano le attività di immersione in generale, chiedendo ad esempio l'invio del fax con i nominativi dei sub 24 o 48 ore prima, l'iscrizione dei diving presso la Capitaneria e così via. Inoltre per quanto riguarda le dotazioni di sicurezza le ordinanze in vigore non si discostano molto dalle disposizioni contenute nel regolamento di sicurezza, quindi non sono in contrasto con le norme in vigore. Non dimentichiamo poi che la regolamentazione dell'utilizzo dei natanti (unità non immatricolate) rimane competenza esclusiva delle Capitanerie di Porto. Comunque le risposte ai quesiti posti da ADISUB sono state inviate a tutti i comandi periferici delle Capitanerie, quindi se è in vigore qualche ordinanza difforme verrà sicuramente adeguata.

4) La bombola  di riserva va sempre calate in acqua? Se si, a quale profondità?

La bombola (o le bombole, il regolamento ne prevede una ogni 5 sub) con i due erogatori deve stare in acqua e deve essere ben carica; in caso contrario, se qualcuno arrivasse alla quota prevista per la fermata di sicurezza, oppure per la decompressione (casuale, non programmata!) senza aria e non trovasse la bombola, sarebbe costretto ad omettere la fermata per arrivare alla superficie e chiedere a chi è in barca di calare la bombola. Per quanto riguarda la profondità, praticamente tutte le didattiche consigliano una fermata di sicurezza intorno ai 4-5 metri, quindi la bombola deve essere calata approssimativamente a questa profondità. Queste non sono leggi, ma regole di buona gestione dell'immersione, che dovrebbero essere ben conosciute da tutti i sub.

5) Esistono norme specifiche per realizzare la stazione di decompressione?

Il regolamento prevede "La stazione è dotata di un sistema di erogazione di gas respirabile in grado di garantire  l'esecuzione  delle  ultime due tappe di decompressione ad ogni subacqueo impegnato in tale tipo di immersione". Durante i lavori preparatori cercammo di non far mettere norme troppo stringenti e facemmo passare il concetto di "gas respirabile", aprendo così all'uso del nitrox e dell'ossigeno come miscele decompressive. Quindi ognuno può realizzare la stazione di decompressione come crede, ma sempre nel rispetto delle norme generali di sicurezza e di quelle dettate dalla propria didattica.

6)   La cassetta di pronto soccorso o l'unità ossigeno deve essere obbligatoriamente controllata e vidimata dalla locale Capitaneria di Porto?

Questo controllo non è previsto nel regolamento di sicurezza.

7)    Durante l’immersione è obbligatoria sul mezzo nautico la presenza di una persona a bordo?

Il regolamento di sicurezza non lo richiede, alcune ordinanze delle Capitanerie di Porto si. Poiché le Capitanerie possono dettare ulteriori disposizioni dovute ad esigenze di carattere locale, se da qualche parte c'è questa prescrizione va rispettata.

8) La persona abilitata al primo soccorso subacqueo deve essere per forza un subacqueo? Chi può addestrarla?

La dizione "primo soccorso subacqueo" non  significa che l'addetto deve essere un subacqueo (rescue diver), ma che deve aver frequentato un corso di primo soccorso comprendente anche la gestione dei possibili incidenti da immersione. Quindi può anche essere un accompagnatore non subacqueo. L'addestramento può essere effettuato da qualsiasi organizzazione didattica oppure ente abilitato a tenere corsi di primo soccorso, l'importante è che il programma del corso sia completo, comprenda cioè anche il primo soccorso negli incidenti subacquei, in particolare la somministrazione di ossigeno, che è uno dei principali interventi di primo soccorso negli incidenti da immersione.

9) La persona abilitata al primo soccorso subacqueo può essere l’istruttore sub o la guida sub che si trova in immersione?

Il regolamento di sicurezza prevede espressamente: "Le immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo richiedono la presenza di una persona abilitata al primo soccorso subacqueo". Non è stabilito dove deve stare questa persona, quindi può anche stare in acqua, pertanto può essere la guida o l'istruttore, che sicuramente hanno ricevuto l'addestramento richiesto dal regolamento. Qualche Capitaneria potrebbe disporre diversamente chiedendo, per esigenze di carattere locale, che l'addetto al primo soccorso rimanga in barca, quindi se da qualche parte c'è una prescrizione del genere, va rispettata.

10) Il regolamento di sicurezza prevede che l'unità ossigeno deve avere caratteristiche conformi alla norma EN 14467. Che significa?

La norma EN 14467, approvata anche come ISO 24803, è la norma di qualità per fornitori di servizi subacquei ricreativi (diving e scuole). Fra le varie prescrizioni, richiede la disponibilità nella struttura di una unità ossigeno che consenta al minimo la somministrazione di 15 litri al minuto per 20 minuti, cioè una disponibilità di 300 litri di gas. Calcolando una pressione di carica della bombola di 200 Bar, la capacità della stessa bombola deve essere al minimo 1 litro e mezzo (1,5 x 200 = 300). Attenzione: questo è il minimo richiesto, quindi non solo bombole di capacità superiore possono essere utilizzate, ma è auspicabile che vengano utilizzate, in quanto la scorta di ossigeno contenuta in una bombola da 1 litro e mezzo è veramente irrisoria.

11) Per utilizzare il VHF previsto nel regolamento di sicurezza è necessaria una licenza, il pagamento di canoni ecc.?

L'utilizzo del VHF nautico per le sole chiamate d'emergenza non richiede esami o pagamento di canoni, ma solo l'acquisizione del certificato limitato di radio telegrafista (clicca qui per scaricare il modulo) e della licenza RTF per imbarcazioni (clicca qui per scaricare il modulo) o natanti (clicca qui per scaricare il modulo).

12) Il pedagno gonfiabile sostituisce la boa di segnalazione?

No! La norma ribadisce che di giorno la segnalazione del subacqueo (o del gruppo dei subacquei) è la boa galleggiante con bandierina rossa e bianca. Il pedagno gonfiabile è un dispositivo di segnalazione ausiliario, che ogni subacqueo deve avere con se per lanciarlo, prima di riemergere, in caso di separazione non voluta dal gruppo con la boa oppure di allontanamento accidentale dalla barca superiore ai 50 metri. Questo secondo caso è valido a condizione che la barca appoggio abbia la bandiera bianca e rossa issata. In notturna il dispositivo di segnalazione è la luce lampeggiante gialla visibile da almeno 300 metri, quindi in notturna il pedagno non deve essere utilizzato.

13) Se le imbarcazioni devono stare ad almeno 100 metri dal dispositivo di segnalazione del subacqueo in immersione, come può la barca appoggio avvicinarsi ai subacquei?

Attenzione: sono le imbarcazioni in transito a dover restare ad almeno 100 metri dai subacquei, non la barca appoggio!

14) Tutte le imbarcazioni possono essere utilizzate come barca appoggio alle immersioni?

Il codice della nautica da diporto prevede che la destinazione d'uso di una unità immatricolata dedicata ad attività commerciali (noleggio, insegnamento della nautica da diporto, appoggio alle immersioni) deve essere annotata negli apposti registri e riportata sulla licenza di navigazione dell'imbarcazione. Lo stesso codice stabilisce che queste unità possono essere utilizzate esclusivamente per le attività per le quali sono state registrate, sanzionando pesantemente l'utilizzo diverso. Quindi nel caso di unità immatricolate, solo quelle destinate ad operare come unità appoggio alle immersione possono essere utilizzate dai diving e scuole. Nel caso delle unità non immatricolate (natanti), bisogna invece rifarsi alle ordinanze emanate dalle Capitanerie di Porto.

15) Un'associazione no-profit deve ugualmente attenersi a queste norme?

Il codice della nautica da diporto non fa riferimento a norme di carattere fiscale per individuare la destinazione d'uso delle imbarcazioni, ma definisce a priori come "commerciale" alcuni tipi di utilizzo di una imbarcazione (noleggio, insegnamento della nautica da diporto, appoggio alle immersioni). Quindi qualunque struttura che utilizza una imbarcazione come unità appoggio alle immersioni, se chiede il pagamento di un corrispettivo per partecipare all'immersione, anche sotto forma di contributo spese, deve adeguarsi a queste norme. Solo la barca di un privato, con privati a bordo che vanno a fare insieme un'immersione, senza pagare nulla per il servizio, è esente dalle regole dettate dall'art. 90 del regolamento di sicurezza.

16) Un diving o una scuola, può noleggiare la barca appoggio?

Certamente si, ma questa imbarcazione deve essere registrata come destinata ad operare come unità appoggio alle immersioni, non ad altri scopi tipo noleggio da diporto, pesca e così via.
 

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